INSIEME PER UNA NUOVA POLITICA AMBIENTALE ED ENERGETICA

I prossimi anni saranno decisivi per l’indirizzo che dovremo dare alle problematiche ambientali, energetiche, di salvaguardia del territorio e difesa delle risorse naturali quali acqua, terra e aria.

Vanno consolidati e migliorati i risultati ottenuti. In particolare sulla gestione dei rifiuti, con l’adesione alla strategia rifiuti zero, si apre uno scenario che spazia dalla raccolta differenziata, alla riduzione del rifiuto, al riuso, al compostaggio (la comparsa dei digestori anaerobici cambierà il modo di smaltire e quindi di ridurre l’organico, combinando la produzione del compost e la produzione di gas, da poter utilizzare anche a livello condominiale) per arrivare alla parte più sensibile che riguarda la tariffazione dell’imposta a carico del cittadino, legandola alla reale produzione del rifiuto di ogni singola utenza (salvo diversi obblighi normativi).

Si dovrà portare a termine un progetto di risparmio energetico, già a buon punto, che riguardi la sostituzione della quasi totalità delle lampade per l’illuminazione pubblica con adeguati sistemi illuminanti. Il tutto a costo zero.

Si dovranno agevolare e incrementare le buone pratiche per poter sfruttare le potenzialità della nostra zona e della nostra terra, attraverso, ad esempio, il mercato contadino, che sarà inaugurato a maggio a Fornaci di Barga, con cadenza bimensile e che dovrà diventare un punto di riferimento centrale della Valle del Serchio nell’ottica della filiera corta e del prodotto di qualità.

Dovranno essere sperimentati i mercatini del baratto, agevolate le attività dei G.A.S. di Fornaci e Barga e degli orti sociali condivisi.

Per l’ambiente l’impegno più importante per la nuova amministrazione sarà il percorso che porterà all’adesione al patto dei sindaci, che richiederà un notevole sforzo sia in termini di risorse umane che economiche e che coinvolgerà l’intero comune a tutti i livelli.

Il patto è incentrato sulla riduzione dell’emissione in atmosfera di CO2 del 20% entro il 2020.

I comuni che aderiscono (lo devono fare singolarmente, ma è importante il coinvolgimento almeno dei comuni limitrofi) devono presentare progetti nuovi e certificare progetti già conclusi anche in anni precedenti, alla Commissione Europea per l’ambiente, dalla quale dipenderà l’accettazione, il controllo periodico degli interventi programmati, la permanenza o meno nel patto.

Il comune dovrà dotarsi di un P.A.E.S (Piano d’Azione per le Energie Sostenibili) che permetterà di avere un quadro conoscitivo dei consumi e delle potenzialità dell’ente e indicherà gli interventi mirati alla riduzione dei consumi e quindi della CO2.

Altri campi su cui intervenire sono, sempre nell’ottica del patto, la gestione dei rifiuti, il risparmio energetico, la produzione di energia da fonti rinnovabili, il controllo dell’aria e dell’acqua (per questo è importante il coinvolgimento dei comuni vicini), il rispetto delle norme anti inquinamento da parte di aziende piccole e grandi, industriali, commerciali, artigiane ecc., il controllo degli scarichi domestici (caldaie, stufe ,caminetti), una campagna divulgativa per sensibilizzare i cittadini a ridurre, dove è possibile, l’uso dei mezzi di trasporto convenzionali (auto, moto, ecc.).

L’adesione al patto avrà, oltre al beneficio ambientale, un ritorno turistico rilevante in quanto la Commissione darà ampia visibilità, in ambito europeo, agli aderenti al patto dei sindaci e permetterà di intercettare più facilmente finanziamenti europei mirati all’ambiente.